Il campo è montato da giugno a settembre.

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Isla di Espiritu Santo, Baja California, Messico
Roberto Meloni - "tipi avventurosi"
Sono stato nell'isola di Espiritu Santu per due settimane, nel dicembre dello scorso anno. Con Andrea Tamagnini, mio amico da molti anni, descrivendomela e contagiandomi con il suo entusiasmo. Siamo diversi noi due: lui ha sempre avuto una vita colma di sport e avventura, io pratico qualche sport ma con poco tempo a disposizione e svolgo l'attività di avvocato penalista in una grande città. Il mare non è il mio elemento, né sono attirato dalla pesca. Ma ho voluto provare ed ho portato come anche mia figlia che all'epoca aveva sette anni. Non volevamo più tornare a casa. Abbiamo nuotato tra i cuccioli di foca curiosi.

Una specie di procione veniva tutte le notti a frugare nella cucina del campeggio. Abbiamo poi scoperto che questo animaletto noturno ha un nome curioso - Babisuri - una specie endemica dell'isola, vive soli lì.

Per ore seduti in comode poltrone, abbiamo ammirato gli innumerevoli tuffi di instancabili pellicani, fotografato i delfini dinanzi alla prua delle barche del campo. I tramonti, le albe, la marea, le spiagge di conchiglie, i fuochi del campo, le grigliate, il vento che durante la notte accarezza la tenda e una luna primordiale mentre sorge sul canyon.

Ma anche attività giornaliere: preparare le barche, le canne da pesca, l'attrezzatura per le immersioni. Devo sempre ringraziare Andrea per averci fatto sentire almeno una volta dei "tipi avventurosi".

Abbiamo lasciato l'isola su una barca in una mattina splendida mentre il vento sollevava spruzzi del mare e la marea saliva. Con mia figlia ci siamo scambiati un lungo sguardo, ho voluto pensare che le lacrime nei suoi occhi fossero solo spruzzi di mare.

Roberto Meloni

 

 

 

 

 

 

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